An Atheist's History of Belief

Fin dalla preistoria l’uomo ha manifestato l’innata tendenza a spingersi oltre i confini della realtà visibile e immaginare entità, mondi e fenomeni soprannaturali. Un’immaginazione nutrita in primo luogo dalle paure, dalle ansie e dai pericoli che hanno scandito il cammino delle civiltà umane. È innanzitutto da un bisogno di rassicurazione – ci dice l’autore – che sono nate e si sono sviluppate le credenze essenziali su cui i vari popoli hanno costruito le loro religioni nel corso del tempo. Poche ma potenti idee – quali la divinità (una sola o molte), il peccato, la profezia, l’aldilà, la fine del mondo, il premio e il castigo eterni – continuamente rielaborate hanno dato forma ed espressione ai nostri peggiori incubi, così come ai nostri sogni più luminosi.

Con lo stile avvincente di un romanzo, il libro si interroga lucidamente sui presupposti e i moventi che stanno alla base della fede e delle sue manifestazioni, soffermandosi sullo spettacolo unico ed emozionante che l’immaginazione religiosa imbastisce da millenni per tutti, credenti o atei.

Autore: 
Matthew Kneale
Pubblicato nel: 
2013
Tradotto in italiano da:
con il titolo: Un ateo racconta la fede