Beni comuni

Cosa hanno in comune l’acqua potabile, una foresta, una piazza, con la salute dei cittadini o i flussi di conoscenza che scorrono nella rete? La risposta è che in tutti i casi si tratta di ‘beni comuni’ non appropriabili né da privati né dallo Stato. È paradossale che una evidenza così lampante solo da qualche anno concentri l’attenzione di un numero crescente di giuristi, filosofi, antropologi, fino a diventare oggetto di un vero e proprio manifesto come questo. Questo Manifesto si propone di far emergere in piena luce il ‘potenziale rivoluzionario’ della nozione di ‘beni comuni’. Con scrittura chiara e accattivante, Mattei guida il lettore alla scoperta delle diverse modalità con cui il ‘saccheggio’ dei beni comuni opera e alla conoscenza dei movimenti più significativi che hanno prefigurato nuovi scenari.

Ugo Mattei insegna Diritto civile all’Università di Torino e Diritto comparato e internazionale alla University of California. È stato vicepresidente della Commissione Rodotà per la riforma dei beni pubblici, co-redattore dei quesiti referendari per l’acqua bene comune e ha patrocinato come avvocato la loro ammissibilità presso la Corte Costituzionale.

Autore: 
Ugo Mattei
Pubblicato nel: 
2012
Tradotto in spagnolo da:
con il titolo: Bienes comunes