Scienza e rivoluzione

La recezione dell'empiriocriticismo nella cultura russa (1877-1910)

La diffusione del pensiero di Avenarius e Mach in Russia rappresentò un fenomeno eccezionale nel panorama europeo: le opere dei due filosofi vennero tradotte con tempestività e completezza, e furono lette e discusse sulle riviste, nei salotti, persino nelle carceri, coinvolgendo circoli accademici, scientifici, letterari, politici. Ai primi del '900 infine l'empiriocriticismo divenne elemento essenziale nel conflitto interno al partito socialdemocratico e alla sua frazione bolscevica. Il libro individua i principali canali attraverso i quali la nuova epistemologia europea fece il suo ingresso nella cultura russa e ricostruisce i termini del dibattito che ne seguì, attraverso l'analisi di testi a stampa e fonti d'archivio. Superando le semplificazioni di quanto spesso si è ricavato da un'opera parziale e condizionata dalle contingenze politiche come Materialismo ed empiriocriticismo di Lenin, emerge il quadro di una recezione complessa e variegata, per lo più connessa con intenti filantropici e sociali, quando non esplicitamente politici, sullo sfondo di un periodo cruciale, nel quale un intenso dialogo con la cultura europea si combinò con momenti tra i più delicati della storia russa.

 

Daniela Steila ha studiato a Torino, San Pietroburgo, Firenze e Parigi, con Giuliano Gliozzi, Jutta Scherrer, Carlo Augusto Viano. Si è interessata della storia della cultura russa tra il XIX e il XX secolo, pubblicando numerosi saggi su riviste italiane e straniere e il volume Genesis and Development of Plekhanov's Theory of Knowledge (1991).

Autore: 
Daniela Steila
Pubblicato nel: 
1996
Tradotto in russo da: