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Le relazioni con gli oggetti sono a scapito delle relazioni con le altre persone? Daniel Miller è forse il teorico che più lucidamente combatte questa affermazione oltre ad aver contribuito ad una rinnovata teoria della cultura materiale, sempre dialogando con la filosofia hegeliana, per convincerci della necessita’ di prendere in considerazione l’uomo nella sua continua e costante interazione  con gli oggetti della vita quotidiana. Soggetto ed oggetto, infatti, non sono piu’ pensabili come entita’ separate, ma piuttosto come mutualmente interdipendenti all’interno di un processo di interazione continua durante il quale vengono creati sia gli esseri umani, sia gli oggetti materiali. Con esempi etnografici provenienti da Trinidad, all’India, da Madrid, a Londra e relativi alla relazione con i vestiti, con la casa e con i media, Miller pone le basi per un’antropologia delle cose, che possa essere strumento per analizzare la modernità, così permeata di oggetti e tecnologie digitali e non.

Daniel Miller è professore di Antropologia presso la University College of London (UCL). E’ uno dei maggiori esperti di cultura materiale, oltre ad essere un pioniere dell’antropologia digitale. Fra le sue pubblicazioni recenti: Migration and New Media (Routledge), Consumption and Its Consequences (Polity Press) e Digital Anthropology (Berg).

Autore: 
Daniel Miller
Pubblicato nel: 
2009
Tradotto in italiano da:
con il titolo: Per un'antropologia delle cose